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Lo spaziotempo non è la somma di spazio e tempo

Uno dei principali problemi che mi trovo ad affrontare quando faccio divulgazione, è cercare di far comprendere che lo spaziotempo della relatività non è una semplice somma di spazio e di tempo. Nella vita quotidiana, i concetti intuitivi di spazio e di tempo sono quelli sistematizzati nella fisica classica da Newton e altri, e si tende ad estrapolarli anche allo spaziotempo relativistico.  Si pensi all'Universo, che si sta espandendo, come è ormai assodato da tempo. Se, come si pensa intuitivamente, lo spaziotempo fosse una somma di spazio e di tempo, non sarebbe possibile distinguere il moto delle galassie in uno spaziotempo piatto e statico (Fig. 1, pannello a sinistra) dal moto delle galassie in uno spaziotempo in espansione (Fig. 1, pannello a destra). I due pannelli di Fig. 1 suggeriscono infatti che le due rappresentazioni sono equivalenti. Tuttavia, la Fig. 1 non è corretta e va rimpiazzata con la Fig. 2.
Nel pannello di sinistra di Fig. 2 è ora rappresentato uno spaziote…
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Il Grande Progetto... di Stephen Hawking (e Leonard Mlodinow)

Per questo post, approfitto della richiesta di un parere che mi ha chiesto l'amico runner Fabio Lissoni. Il parere è a proposito delle teorie di Stephen Hawking sull'origine dell'universo. Come riferimento ho considerato il libro The Grand Design (Bantam Press, 2010), scritto a quattro mani dallo scienziato inglese con Leonard Mlodinow. In questo volume, i due autori propongono di usare la scienza, anziché la religione, per dare una risposta alle grandi domande di sempre, ovvero (i) perché esiste qualcosa invece che niente? (ii) perché esistiamo? (iii) perché questo particolare insieme di leggi invece che altre? Dopo un riassunto delle principali scoperte scientifiche che saranno poi impiegate per rispondere alle domande di cui sopra, nonché una serie di confutazioni di alcuni assunti di diverse religioni e filosofie, Hawking e Mlodinow affermano che l'universo in cui viviamo è solo uno tra gli infiniti multiversi generati spontaneamente per fluttuazioni quantistiche.…

Cortina-Dobbiaco

Sono a casa, la lavatrice sta funzionando a pieno carico per lavare gli indumenti usati in questo lungo week-end, fuori piove a dirotto, ma nei miei occhi ci sono ancora i paesaggi incantevoli delle Dolomiti. Devo scrivere questa esperienza per sublimare le forti emozioni, altrimenti non me le cavo più dalla testa! Domenica ho corso la Cortina-Dobbiaco per la prima volta. Approfittando della festa della Repubblica, ho agganciato un paio di giorni di ferie per godermi un lungo fine settimana di relax e divertimento. E così è stato! Per quanto non fossi mai stato a Dobbiaco, ero venuto spesso in vacanza sulle Dolomiti da piccolo con la mia famiglia, senza contare che ho anche vissuto per circa un anno a Belluno. Quando ho pianificato questa gara, ho scelto di alloggiare a Dobbiaco, così da non avere il problema del rientro a fine gara.  Arrivo nella Val Pusteria giovedì pomeriggio, dopo un viaggio reso pesante da un intenso traffico. Aggiungi la temperatura mite rispetto alla calura br…

Correlazioni pericolose

Lo scorso venerdì 26 maggio, Massimo Gramellini ha scritto un editoriale sul Corriere della Sera intitolato "L'incendio dei cervelli". Si tratta di un commento a un fatto di cronaca: dopo la strage di Manchester, un tizio passa davanti a un bar nel milanese frequentato da extracomunitari e li vede festeggiare. Subito pensa a una correlazione con l'attentato, la caccia al mostro dilaga subito nei social networks, con tanto di spedizione punitiva contro l'esercizio commerciale. Un'indagine dei Carabinieri rivela poi che non c'era alcuna correlazione tra i festeggiamenti e la strage, ma intanto il bar è stato incendiato. Riprendo questo esempio per tornare sull'argomento correlazioni e superstizione, già affrontato in altri post (Scienza e superstizione; Tanti, tantissimi dati, o no?). Le correlazioni sono una piaga nella scienza, ma questo caso dimostra in modo molto netto e preciso che il danno nella società è anche maggiore. Se poi andassimo a guarda…

Stralugano

Domenica scorsa sono andato a correre la Stralugano, che − formalmente − è stata anche la mia prima gara all'estero, nonché prima visita a Lugano. Anche se è a pochi chilometri dal confine con l'Italia, la città è tipicamente svizzera: bastano pochi passi in centro per rendersi subito conto della differenza di architetture. Il lago era splendido, complice una calda giornata di maggio che assomigliava più a un giugno inoltrato. Mi rendo conto che, ancora una volta, ho dimenticato la crema solare e, difatti, al termine della gara mi sono ritrovato con la tipica abbronzatura a strisce dovuta alla canotta.  L'edizione 2017 della gara è stata da record: diversi approfondimenti e interviste si possono leggere sul blog di Nicola Pfund. Oltre 5000 runner e una grande festa. Mi dicono che ci sono state alcune modifiche rispetto alle edizioni precedenti, che probabilmente hanno influito nel generare una così elevata affluenza: prima fra tutte, spostare alle 10 l'inizio della ga…

A che serve la scienza? Una storia di aquile e di polli

Sabato scorso ero a Lugo (RA) per tenere una conferenza divulgativa per l'Università per Adulti. Parlavo di onde gravitazionali e al termine del mio intervento c'è stato il solito tempo libero per domande e commenti. Una persona è intervenuta con la classica sempreverde domanda: a che servono le onde gravitazionali? Sono quelle domande che ciascuno scienziato ha sentito ben più di una volta nella sua vita. Da giovani ci si infervora nel rispondere pensando di poter convincere l'interpellante; dopo un po' di anni, passato un momento di scoraggiante disappunto, si prova il fervente desiderio di tirare una scarpa all'indirizzo dell'ingenuo di turno. Tuttavia, un evento che mi è capitato qualche giorno fa, mi ha convinto a tornare sull'argomento e a scrivere questo post. 
Oltre a fare scienza, io corro. In questo periodo, sto partecipando al Fosso Bergamasco, una serie di undici gare su distanze tra 6 e 8 km, che si svolgono ciascuna settimana in diversi paesi…

45a Maratonina dei Laghi

Questo fine settimana mi trovavo in Romagna per lavoro e ho colto l'opportunità per correre la Maratonina dei Laghi. Si tratta di una delle più vecchie maratonine italiane, dato che la prima edizione è stata nel 1973. Arrivato a Igea Marina mi rendo subito conto che sarà molto dura, perché il termometro segna già 19°C e la cosa mi coglie un po' di sorpresa. Da Pasqua ci sono più giornate di pioggia che di sole, le temperature sono un po' al di sotto della media stagionale e solo venerdì sera avevo partecipato alla terza tappa del Fosso Bergamasco a Cortenuova di Sopra (BG), completandola giusto prima che iniziasse a piovere. Già sabato, quando ero arrivato a Lugo, mi ero trovato di fronte a un salto termico notevole, che si era acuito domenica mattina: alle 7 del mattino, quando sono partito da Lugo, il termometro dell'auto segnava 16°C.  Quando arrivo a Igea Marina, sono già al lavoro i volontari che smistano le auto in arrivo verso i parcheggi della zona. L'orga…