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Programma troppo vasto

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Il 21 Agosto c'è stata un'eclisse totale di Sole visibile dagli Stati Uniti d'America. L'evento è stato molto seguito e, grazie ai social networks, foto e video sono subito circolati nel web, per non parlare di varie dirette streaming. Oltre alle immagini spettacolari, mi ha colpito molto un grafico (vedi sopra) che riporta le ricerche più frequenti fatte con Google mentre era in corso il fenomeno celeste: si notano prima un paio di picchi nelle ricerche sull'eclisse e poi dominano le ricerche sui dolori agli occhi, indice evidente di tante persone che, incuranti degli avvisi circolati nel web, hanno guardato l'eclisse senza protezione visiva.  Ora, io mi chiedo: perché? Come scienziato, ho imparato a non sottovalutare mai l'intelligenza dell'Altro, ma a volte − come in questo caso − questo principio vacilla. Vedere grafici come questo riportato sopra è veramente scoraggiante. E permane sempre quel quesito irrisolto: perché? Tra giornali stampati e onl…

Allenamenti imperfetti

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Qualche tempo fa, avevo scritto un post intitolato I runner si fanno quando nessuno guarda, a proposito dei tanti allenamenti non eccezionali, di routine, che comunque costituiscono la base per una buona prestazione. Oggi, vorrei invece parlare di quando un allenamento fallisce. Come titolo ho preso in prestito un'espressione coniata da Orlando Pizzolato in uno dei suoi stimolanti editoriali della rivista Correre. Un allenamento imperfetto è proprio stato quello di oggi. Una di quelle giornate in cui ti svegli, ma non hai voglia di correre. Ti viene voglia di saltare l'uscita, ma sai che se non fai il tuo dovere, poi ne pagherai le conseguenze. La società oggi ci vuole sempre allegri e sorridenti, e anche nella corsa c'è questa smania di dover correre sempre felici. Nella corsa bisogna divertirsi, tuonano i guru dei social networks. Curioso che il verbo "divertire" derivi dal latino divèrtere, che vuol dire volgere altrove, deviare, prendere un'altra direzio…

Fosso Bergamasco

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Apro questo post con la foto del pettorale che ho usato per le 11 gare della XVIII edizione del Fosso Bergamasco. Sgualcito, spiegazzato, segnato dal tempo e dal sudore (e fortuna che non sentite l'odore...), ma simbolo di uno dei più bei periodi podistici della mia vita.
Qualche tempo fa, alcuni amici della Polisportiva Libertas Cernuschese mi avevano segnalato questa manifestazione, costituita da una serie di gare brevi (6-8 km) che si disputano i venerdì sera nel periodo maggio-giugno in diversi paesi della bassa bergamasca. Il nome prende spunto dall'omonimo corso d'acqua che un tempo segnava il confine tra lo stato di Milano e quello di Venezia.  Quest'anno il Fosso Bergamasco è stato articolato in 11 gare, con inizio il 25 aprile e termine il 7 luglio. In ciascuna gara, il runner guadagna dei punti in proporzione al piazzamento: 500 punti al primo, 499 al secondo, 498 al terzo e così via fino all'ultimo. Nel caso ci siano più di 500 runner, quelli in posizio…

Lo spaziotempo non è la somma di spazio e tempo

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Uno dei principali problemi che mi trovo ad affrontare quando faccio divulgazione, è cercare di far comprendere che lo spaziotempo della relatività non è una semplice somma di spazio e di tempo. Nella vita quotidiana, i concetti intuitivi di spazio e di tempo sono quelli sistematizzati nella fisica classica da Newton e altri, e si tende ad estrapolarli anche allo spaziotempo relativistico.  Si pensi all'Universo, che si sta espandendo, come è ormai assodato da tempo. Se, come si pensa intuitivamente, lo spaziotempo fosse una somma di spazio e di tempo, non sarebbe possibile distinguere il moto delle galassie in uno spaziotempo piatto e statico (Fig. 1, pannello a sinistra) dal moto delle galassie in uno spaziotempo in espansione (Fig. 1, pannello a destra). I due pannelli di Fig. 1 suggeriscono infatti che le due rappresentazioni sono equivalenti. Tuttavia, la Fig. 1 non è corretta e va rimpiazzata con la Fig. 2.
Nel pannello di sinistra di Fig. 2 è ora rappresentato uno spaziote…

Il Grande Progetto... di Stephen Hawking (e Leonard Mlodinow)

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Per questo post, approfitto della richiesta di un parere che mi ha chiesto l'amico runner Fabio Lissoni. Il parere è a proposito delle teorie di Stephen Hawking sull'origine dell'universo. Come riferimento ho considerato il libro The Grand Design (Bantam Press, 2010), scritto a quattro mani dallo scienziato inglese con Leonard Mlodinow. In questo volume, i due autori propongono di usare la scienza, anziché la religione, per dare una risposta alle grandi domande di sempre, ovvero (i) perché esiste qualcosa invece che niente? (ii) perché esistiamo? (iii) perché questo particolare insieme di leggi invece che altre? Dopo un riassunto delle principali scoperte scientifiche che saranno poi impiegate per rispondere alle domande di cui sopra, nonché una serie di confutazioni di alcuni assunti di diverse religioni e filosofie, Hawking e Mlodinow affermano che l'universo in cui viviamo è solo uno tra gli infiniti multiversi generati spontaneamente per fluttuazioni quantistiche.…

Cortina-Dobbiaco

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Sono a casa, la lavatrice sta funzionando a pieno carico per lavare gli indumenti usati in questo lungo week-end, fuori piove a dirotto, ma nei miei occhi ci sono ancora i paesaggi incantevoli delle Dolomiti. Devo scrivere questa esperienza per sublimare le forti emozioni, altrimenti non me le cavo più dalla testa! Domenica ho corso la Cortina-Dobbiaco per la prima volta. Approfittando della festa della Repubblica, ho agganciato un paio di giorni di ferie per godermi un lungo fine settimana di relax e divertimento. E così è stato! Per quanto non fossi mai stato a Dobbiaco, ero venuto spesso in vacanza sulle Dolomiti da piccolo con la mia famiglia, senza contare che ho anche vissuto per circa un anno a Belluno. Quando ho pianificato questa gara, ho scelto di alloggiare a Dobbiaco, così da non avere il problema del rientro a fine gara.  Arrivo nella Val Pusteria giovedì pomeriggio, dopo un viaggio reso pesante da un intenso traffico. Aggiungi la temperatura mite rispetto alla calura br…

Correlazioni pericolose

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Lo scorso venerdì 26 maggio, Massimo Gramellini ha scritto un editoriale sul Corriere della Sera intitolato "L'incendio dei cervelli". Si tratta di un commento a un fatto di cronaca: dopo la strage di Manchester, un tizio passa davanti a un bar nel milanese frequentato da extracomunitari e li vede festeggiare. Subito pensa a una correlazione con l'attentato, la caccia al mostro dilaga subito nei social networks, con tanto di spedizione punitiva contro l'esercizio commerciale. Un'indagine dei Carabinieri rivela poi che non c'era alcuna correlazione tra i festeggiamenti e la strage, ma intanto il bar è stato incendiato. Riprendo questo esempio per tornare sull'argomento correlazioni e superstizione, già affrontato in altri post (Scienza e superstizione; Tanti, tantissimi dati, o no?). Le correlazioni sono una piaga nella scienza, ma questo caso dimostra in modo molto netto e preciso che il danno nella società è anche maggiore. Se poi andassimo a guarda…